Il Decreto sulla Sicurezza approvato nel luglio 2009 ha fatto emergere la questione delle badanti e delle colf che vivono in una condizione di irregolarità, ma al contempo prestano un lavoro indispensabile per milioni di famiglie italiane. Al fine di risolvere la problematica, il Governo ha deciso di intervenire introducendo procedure volte a regolarizzare la posizione di tali lavoratori che svolgono attività sommerse, rischiando per di più di essere espulsi dal nostro paese nel caso siano extracomunitari.
La domanda di regolarizzazione, o di sanatoria, si rivela pertanto uno strumento di enorme importanza per milioni di italiani e di stranieri, meritando un approfondimento che aiuti chi decida di farvi ricorso. Ogni datore di lavoro, sia esso italiano oppure straniero in possesso del regolare permesso di soggiorno, può infatti aderire alla sanatoria volta a far rientrare le persone nel pieno rispetto della legge, con significativi vantaggi per ambo le parti in causa.
QUANTO COSTA LA SANATORIA
La procedura volta a far emergere il lavoro irregolare richiede il versamento di un contributo pari a 500 euro. Si tratta di una cifra forfetaria che va versata per ogni singolo lavoratore nel caso il datore di lavoro avvii più pratiche.
Dal 21 agosto 2009, si può versare il contributo pari a 500 euro