L'OTTENIMENTO DELLA REGOLARIZZAZIONE
Una volta presentata la domanda di sanatoria per i lavoratori stranieri, lo Sportello Unico per l'Immigrazione procede alla verifica della sua ammissibilità ed acquisisce il parere della Questura al fine di verificare che non vi siano ostacoli (come ad esempio condanne, anche se non definitive, per i reati previsti dagli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale).
Una volta completate tutte le verifiche necessarie, lo Sportello Unico per l'Immigrazione convoca le parti interessati al fine di stipulare il contratto di soggiorno e presentare la richiesta del permesso di soggiorno motivata da lavoro subordinato. Dal momento della stipulazione del contratto di soggiorno il datore di lavoro ha a disposizione 24 ore di tempo per comunicare all'Inps l'avvenuta assunzione.
LE PENE PREVISTE PER LE FALSE DICHIARAZIONI
In base alle previsioni tecniche del governo, la sanatoria dovrebbe portare all'assunzione regolare di 300 mila persone, ma bisogna ricordare che ci sono precisi parametri da rispettare. Precedentemente abbiamo illustrato i requisiti indispensabili per avviare la procedura di regolarizzazione ed ora ci soffermiamo sul mancato rispetto di tali limiti.
Se il datore o il lavoratore presentano dichiarazioni o attestazioni false incorrono nelle sanzioni previste dal codice penale e dalle altre leggi che regolano la materia. In questa sede ricordiamo che la pena prevista per la contraffazione di documenti prevede il carcere fino a sei anni e che inevitabilmente anche il permesso di soggiorno ottenuto sulla base di dichiarazioni mendaci è nullo.